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lunedì, 26 ottobre 2009

A proposito del ponte

Ecco un articolo chiarificatore sull'aperura del primo cantiere del mostro sullo stretto:

(http://www.terrelibere.it/terrediconfine/3874-cicconi-il-ponte-sullo-stretto-keynes-alla-rovescia)















Cicconi: “Il Ponte sullo Stretto? Keynes alla rovescia”








terrelibere.org terrediconfine - autore dell"articolo Antonello Mangano        


Ivan Cicconi, massimo esperto italiano di lavori pubblici, svela la vera essenza del modello Ponte: “E’ keynesismo al contrario, si usa la ricchezza sociale per trasferirla a pochi soggetti privati”. Mucche da mungere per portare profitti ai grandi contractor, dunque, secondo lo schema già sperimentato con il TAV. Il famoso ‘project financing’, inventato da Cirino Pomicino, ha già prodotto cantieri eterni e danni erariali. Ora viene riproposto, senza pudore, per il Ponte…

Cicconi: “Il Ponte sullo Stretto? Keynes alla rovescia”

Pubblicato su repubblica.it


“Sono politiche keynesiane alla rovescia. In precedenza si prendeva la ricchezza prodotta per redistribuirla, oggi si danno soldi a chi è già ricco. Sono costi che pagheremo per diversi decenni”. Lo dice a terrelibere.org Ivan Cicconi, uno dei maggiori esperti di infrastrutture e lavori pubblici, commentando l’annuncio del governo della prima pietra del Ponte sullo Stretto. “La varianti come quella di Cannitello sono ad hoc per il Ponte, si tratta di opere funzionali al progetto”. Cicconi, ha denunciato già molti anni fa le storture dell’Alta velocità. Profitti privati, costi per tutta la collettività, cantieri lumaca. Oggi ravvisa nel Ponte lo stesso modello. Il keynesimo alla rovescia, Robin Hood al contrario: la ricchezza sociale che finisce nella tasche dei soliti noti: i grandi contractors, con Impregilo sempre in testa.


Esattamente quanto sostenuto nel libro “Ponte sullo Stretto e mucche da mungere”: è “l’economia basata sulle partnership tra pubblico e privato che mungono attività senza rischio. Al primo soggetto spettano i costi, al secondo i benefici. E’ l’economia delle infrastrutture inutili, addirittura non volute ed imposte al territorio. E’ l’economia dei disastri e delle guerre”.


Diventa dunque sterile disquisire di particolari tecnici, problemi ingegneristici, balle mediatiche o bluff elettorali. La “mucca da mungere” è un modello che esiste di per se`, è il cuore del problema. Il Ponte non è realizzabile? Un’ottima occasione per nuovi studi e revisioni di progetto. Le opere collaterali vanno fatte prima? Intanto si muove la solita economia para-mafiosa fatta di movimento terra, sub-appalti, cantieri eterni, lavoratori ricattati ed umiliati. L’esperienza dell’A3 ci racconta di continue revisioni dei conti, infiltrati mafiosi in pianta stabile, operai coinvolti loro malgrado in scene da Far West oppure morti in incidenti sul lavoro che non meritano neppure poche righe in cronaca.


Già nel maggio 2003, terrelibere.org scriveva: “Attenzione. Quando leggete Ponte, non pensate al manufatto da modellino, agli esempi virtuali dei computer. Meno che mai alla fattibilità, all`utilità effettiva dell’Opera. […] Quando si dice Ponte si pensa a: cantieri, studi di fattibilità, commesse, ingegneri, parcelle, movimento terra, tangenti sugli appalti, pizzo sul movimento terra, ricorsi, avvocati, parcelle, interventi ulteriori, subappalti”. A distanza di pochi anni, la facile profezia si avvera in un paese senza memoria. Lo schema proposto per il Ponte, infatti, è identico a quello del Tav. Si tratta di un “metodo” datato 1991, durante l’ultimo nefasto governo Andreotti.


Spiega ancora Cicconi, questa volta in una intervista del 2002: “Il sistema fu inventato dal fantasioso ministro Paolo Cirino Pomicino. Si crea una società dalla costola delle ferrovie, il Tav, che assegna i lavori alle solite grandi imprese. Il secondo passo e’ il project-financing, che consente di attivare finanziamenti privati. Che sono i prestiti per Tav Spa, garantiti dallo Stato”. Sostituendo al TAV la “Stretto di Messina” il risultato non cambia… A proposito del Tav, d’altronde, c’è una storia illuminante. Negli anni ’96-’97, il conflitto tra i piccoli imprenditori e i grandi che lavorano per i cantieri dell’Alta velocità era al culmine. L’associazione delle imprese medio-piccole produsse un “documento bomba” dove si diceva che, rifacendo quei contratti, e pur pagando le penali, lo Stato avrebbe comunque risparmiato circa 5 mila miliardi di vecchie lire.


Dopo lunghissima riflessione, arriviamo al 2000: il ministro Bersani annulla i contratti. Il governo successivo li ha ripristinati. Tali e quali. Qual è il movente di questo modo di operare? Intanto reperire fondi che non ci sono e poter avviare i cantieri promessi. Secondo: spostare su una società privata un rilevante deficit pubblico che all’Unione Europea non risulterà e ci consentirà di non sforare sugli impegni comunitari. Per quanto riguarda la data di consegna dei lavori, il ministro Matteoli ha indicato che nel tempo record di 6 anni Sicilia e Calabria saranno collegate. Perché non ci crede nessuno? “Il general contractor tende a far durare i lavori più a lungo possibile e a farli costare di più”, dice ancora Cicconi. “Perché questo è il suo interesse d’impresa e senza rischio di gestione viene meno la volontà di ridurre tempi e costi”.


* Ha collaborato Claudio Metallo





sabato, 24 ottobre 2009

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Ecco alcune delle foto della manifestazione di Amantea del 24/10/09!



Circa 40000 persone hanno partecipato alla manifestazione di oggi per chiedere la bonifica immediata dei siti inquinati e radioattivi della Calabria: da Crotone ad Amantea.



Il Sud (solo soletto) ha risposto alla grande alla chiamata del comitato Natale De Grazia: da Chiaiano alla rete No Ponte
postato da: kioshi alle ore 21:42 | link | commenti
categorie: amantea, navi dei veleni
lunedì, 05 ottobre 2009

Sulle Navi dei rifiuti

Il 1982, Giuseppe Nirta, reggente del territorio di San Luca, ha un' illuminazione: i rifiuti si possono trasformare in oro! Il capocosca venne contattato dall' allora onorevole Vito Napoli, per conto di Nello Vincelli (sottosegretario ai trasporti) che agiva su mandato del ministro della Difesa socialista Lelio Lagorio. A Nirta fu chiesto di smaltire illecitamente rifiuti per conto di imprese italiane che non sapevano dove mettere e dopo aver avvelenato i lavoratori, avevano deciso di eliminare il materiale senza spendere una lira. Da qui parte il memoriale del pentito Francesco Fonti, colui il quale ha rivelato i metodi di occultamento dei rifiuti utilizzati dalla 'ndrangheta, il pentito che ha fatto ritrovare la nave affondata a largo di Cetraro. Il memoriale di Fonti (pubblicato a stralci su L'Espresso del 9 giugno 2005) spiega per filo e per segno, tutta la rete composta da servizi segreti, faccendieri (o stakeholder), politici, industriali e mafiosi coinvolti nello smaltimento. Ci racconta come la strada per Bosaso, in Somalia, quella su cui stava indagando Ilaria Alpi con l'aiuto del suo operatore Miran Hrovatin, sia stata costruita da 300 imprese italiane che vi hanno interrato rifiuti tossici e nocivi dal primo all'ultimo metro.

Sempre nello stesso memoriale, Fonti, ci racconta che all'inizio i capi della varie famiglie di 'ndrangheta, non volevano i rifiuti nelle loro terre, ma poi, si sa, il denaro fa miracoli. Oltre alla scoperta delle navi a perdere che erano, ormai, un segreto di pulcinella, da qualche mese si discute (solo in Calabria, si badi bene) dei rifiuti provenienti dalla Pertusola Sud, usati per costruire mezza città di Crotone, comprese scuole e case. Inoltre, qualche settimana fa il sindaco di Cosoleto (RC), Angelo Surace, ha denunciato pubblicamente che nel suo paese si ammalano di tumore troppe, troppe persone. Cosoleto si trova in Aspromonte ed anche lì, gli uomini d'onore (sic!) avrebbero interrato rifiuti tossici, da qui l'aumento esponenziale di neoplasie.

Questa è la triste fotografia della Calabria in questo momento. Bisogna dare atto all'assessore all'ambiente Silvio Greco di provare a risolvere la questione, cioè bonificare le aree dove è stata già rilevata una forte radioattività: nella zona dello spiaggiamento della Jolly Rosso, altra nave a perdere, si dice colma di bidoni tossici, mai ritrovati, c'è un tasso di radioattività cinque volte superiore alla media ed i tumori tirodei sono in aumento continuo. Quindici anni di denunce non sono serviti a niente. Addirittura la società Messina, proprietaria della Jolly Rosso e della Cunski (probabilmente, la nave trovata a largo di Cetraro) ha querelato Francesco Cirillo: un giornalista che ha seguito la vicenda dal lontano 1991, anno dello spiaggiamento della Jolly, a differenza di altri giornalisti che rivendicano per se i meriti dello scoop. Cirillo si domanda che armatori (e che uomini) siano questi della Messina ed è una domanda più che leggittima visto ciò che sta venendo fuori dalle indagini. Ovviamente i solerti media nazionali, compreso il tanto difeso TG3, hanno fatto in fretta a dimenticarsi di una terra che si ritrova, senza mai aver avuto un'industria di livello nazionale, radioattiva per l'inabissamento delle navi, tossica per le case costruite con rifiuti e piena di gente che muore di tumore.

Dicevamo che la Regione ha stanziato 70000 euro per ritrovare il relitto a largo di Cetraro e non ha i soldi per bonificare le aree in questione (compreso Crotone e Cosoleto), anche se in qualche modo bisognerà trovarli. Il denaro è stato chiesto al ministero dell'Ambiente e più in generale al governo. La risposta di questo governo 'del fare' è stata quella di non concedere neanche un incontro, fino a ieri, né all'assessore all'ambiente, né al presidente della regione e neanche al comitato civico Natale De Grazia (capitano di corvetta avvelenato mentre indagava sulle navi affondate nel mediterraneo). Il Ministero degli Interni, che insieme alla Marina fin'ora non hanno mosso un dito, per bocca di Francesco Nitto Palma, sottosegretario agli interni calabrese eletto nel PDL, fa sapere che "prima di parlare di bonifica serve solidità investigativa, non si possono sprecare i soldi della comunità"! Il caro Nitto Palma è ancora lì, non si è dimesso e non è stato preso a calci nel sedere da nessun parlamentare calabrese del suo partito. Visto che la competenza è anche del ministro Maroni, si poteva inventare la scusa che fossero stati dei rumeni ad affondare la nave, magari avrebbe almeno detto qualcosa, ma visto che i fatti in questione non sono avvenuti sul quel ramo del lago di Como, ma in mezzo a quattro terroni zozzi e per di più calabresi si può rispolverare un motto tanto caro a molti uomini di questo governo e di questa maggioranza: "Me ne frego!".

Dal canto suo il ministro dell'Ambiente, a proposito di spreco di risorse della comunità, è inquisito per peculato: la Prestigiacomo, forse il ministro più incompetente (dopo la Gelmini) di questo governo cialtrone, avrebbe fatto shopping con le carte di credito del ministero! Penso che ogni commento sia superfluo. Ad Amantea e nel comprensorio, intanto proseguono iniziative di vario tipo in preparazione della manifestazione nazionale del 24 ottobre. Il quattro ottobre, in un'affollata e partecipata assemblea, si è discusso a lungo delle possibilae soluzione di questo problema che si chiamano bonifica senza se e senza ma.  Io credo, però, che bisognerà fae anche chiarezza su cos'è successo in questi anni per far diventare la Calabria una pattumiera e penso che la lezione da imparare debba essere quella di partecipare di tenere alta la guardia. All'assemblea è venuto finalmente fuori anche il nome di Giorgio Comerio, un personaggio legato ai Servizi che aveva inventato un sistema di interramento dei rifiti, certificato dall'OCSE, che si chiamava Oceanic Disposal Management che consisteva nell'infilare i rifiuti in dei siluri e spararli nei fondali marini. Sul suo sito c'era anche una mappa con i fondali più adatti (il migliore era quello della Sierra Leone). A casa di Comerio sono state trovate le carte con i possibili luoghi degli affondamenti delle navi ed in più il certificato di morte di Ilaria Alpi. C'è un mandato di cattura su di lui, ma l'imprenditore è irreperibile, si dice sia in Sudafrica, così potrà godersi anche i mondiali. Pare che nessuno lo stia cercando, in effetti non è un pericoloso terrorista come Cesare Battisti, ma solo un semplice imprenditore.  



http://www.calabria.indymedia.org

http://www.autistici.org/teleimmagini

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           
domenica, 13 settembre 2009

Toccare Fondi

Fondi è una comune di più di trentamila abitanti in provincia di Latina. Da mesi si rincorrono voci sul possibile commissariamento del governo comunale per capillari infiltrazione mafiose nelle attività produttive del luogo e nella giunta. Se ne parlato ancor di più dopo l'arresto di vari funzionari comunali e il 'pentimento' di uno degli assessori coinvolti nell'indagini Damasco 1 e 2: un altro delle migliaia di piccoli amministratori che in 150 anni di unità d'Italia hanno favorito l'ascesa delle mafie nazionali nel nostro paese ed all'estero. Un altro ometto di cui ci dimenticheremo presto, a dire la verità in molti se lo sono già scordato: Riccardo Izzi di Forza Italia. Ex assessore ai lavori pubblici, si dimise dopo svariate pressioni ed ammise di aver preso voti dalla famiglia calabrese dei Tripodo che, con i Trani ed i Zizzi, operano nella zona. Da queste dichiarazione, una commissione d'accesso (fortemente voluta dal prefetto di Latina Bruno Frattasi), s'insedia in comune per valutare la situazione. Grazie a questa e da altre verifiche sarà redatto un dossier di 507 pagine che porta in una sola direzione: lo scioglimento della giunta.

Nelle inchieste si parla anche di usura, voto di scambio, concorso esterno in associazione mafiosa ed altri reati. Addirittura, s'ipotizza una forte e duratura contiguità ed amicizia tra moltissimi (se non tutti) esponenti di Forza Italia del sud del Lazio e Carmelo Tripodo. Intervallo: Carmelo Tripodo è ritenuto da molti un boss della 'ndrangheta attivo nella zona di Latina, l'ultimo processo a suo carico per estorsione ed usara l'ha visto assolto in primo grado. Si ritiene che si sia alleato con gli Imerti e dei Condello. Il padre di Carmelo, Domenico Tripodo detto Mico, combattè, alleato con i Condello e gli Imerti (pensa un pò), contro i De Stefano (alleati ai Piromalli e Mammoliti) la guerra di 'ndrangheta che scoppiò tra il 1974 ed il 1976 per questioni di spartizioni di appalti (cioè denaro, come al solito). Don Mico fu ucciso nel carcere di Poggioreale, dalla nuova camora organizzata (NCO) di Cutolo per fare un piacere ai De Stefano. Fine Intervallo.

Un altro personaggio particolare della zona è il consigliere regionale di Forza Italia (ora PDL) Del Balzo Romolo, amico fraterno di tale Beneduce, esponente di spicco del clan Bardellino, ucciso nel 1990. Il dott. Del Balzo pare sia indagato per concorso esterno in associazione mafiosa ed addirittura è uscito fuori dalle indagini (Damasco 1 e 2) che prestasse soldi e li facesse recuperare dalla famiglia Tripodo. Tutto da dimostrare, s'intende. Secondo Il Tempo del 10 settembre, Del Balzo sarebbe sicuro della ricandidatura alla regione. Un anno fa si parlava di un posto da assessore per lui e della candidatura di Claudio Fazzone come candidato presidente della Regione. Fazzone, senatore,  è il plenipotenziario del PDL tra Formia e Fondi: proprio i luoghi dove maggiormente si concentrano gli affari mafiosi: infatti oltre alla 'ndrangheta, operano in zona anche i casalesi, non è trascurabile il fatto che ci sia il più grosso mercato agroalimentare d'Italia anch'esso pesantemente infiltrato. Inoltre, Fazzone, è stato presidente di Acqualatina: il consorzio copartecipato dalla Voelia che gestiva l'acqua nel basso Lazio e che ha cercato in tutti i modi di rubare soldi alle popolazioni locali sparandogli bollette folli per le forniture dell'oro blu, a tale proposito guardatevi la puntata di Report 15/10/2006. In zona, comunque, Fazzone, mantiene un bacino di voti vicino ai 40000. Mica male. Tiro in mezzo il senatore perché è uno strenuo difensore del comune di Fondi e del suo sindaco, ma mi sembra che ci sia poco da difendere e molto da chiarire. In molti, infatti, penseranno, che c'è abbastanza per sciogliere il comune: dirigenti e funzionari del comune e del mercato agroalimentare arrestati per concorso esterno in associazione mafiosa e favoreggiamento, un assessore ai lavori pubblici coinvolto nell'inchiesta che rivela di prendere i voti da 'ndranghetisiti ed anche i loro soldi, in cambio di favori, per finanziare la campagna elettorale, i politici più influenti della zona invischiati in indagini al fulmicotone. Il sindaco di Fondi, per tutta risposta sostiene che siano solo calunnie, probabilmente lo ha detto mentre firmava la delega ai lavori pubblici per se stesso. Perché Maroni non si muove? Ci sono anche numerose denunce di vari parlamentari in proposito. Ma come, il ministro degli interni che millanta risultati straordinari contro la criminalità organizzata ed in particolare i casalesi, non fa nulla? La cosa ha interessato anche Berlusconi che, tra un escort e l'altra, ha detto: "Sono intervenuti diversi ministri che hanno fatto notare come nessun esponente della giunta e del consiglio comunale sia mai stato raggiunto da un avviso di garanzia". Cosa? Io non potevo credere alle mie orecchie! Re Silvio si smarca accusando dei suoi ministri? E chi sono questi signori, questi 'capitani coraggiosi'. Paolo Biondani su L'Espresso (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/se-i-ministri-vanno-a-fondi/2107788/8), ci rivela che "La traccia più vistosa porta a Renato Brunetta. Da qualche mese il ministro dell'Innovazione pubblica si fa fotografare con la sua "nuova fidanzata": "Si chiama Titti, ma non vi dico il cognome". La bionda arredatrice d'interni corrisponde all'identikit di Tiziana Giovannoni, sorella di Paola, che è la moglie del sindaco di Cisterna, Antonello Merolla. In questo centro a 20 chilometri da Latina, Merolla ha vinto al primo turno (con il 55 per cento) benchè candidato in extremis, naturalmente con la benedizione di Fazzone. E con l'aiuto del ministro, schierato nei comizi a Cisterna. Dove Brunetta ha pure alluso a Titti, dichiarandosi già "imparentato" con il sindaco- cognato: "Il mio cuore è qui". E sempre Brunetta ha scelto i fortunati enti locali che, "primi in Italia", potranno beneficiare del protocollo e-gov 2012? per l'efficienza amministrativa: Provincia di Latina e Comune di Cisterna.". Alle volte quando il caso ci mette lo zampino è imprevedibile. Biondani continua scrivendo: "Anche Altero Matteoli ha un legame forte con il feudo elettorale di Fazzone. Il ministro delle Infratrutture è sceso in campo a favore di Ilaria Bencivenni (probabile candita come consigliera regionale, ndr), candidata sindaco di Aprilia, uno dei comuni più popolosi della provincia, dopo furiose lotte interne chiuse da un diktat del solito Fazzone. Anche Ilaria ha potuto esibire nei comizi il suo "caro amico ministro". Ma gli elettori non hanno premiato la protetta di Matteoli, che si è fermata al 32 per cento, contro il 67 raccolto dal candidato delle liste civiche. Ad Aprilia, per inciso, la cittadinanza è sempre più impaurita da un'escalation di omicidi di mafia, arresti di boss e sequestri di droga, armi ed esplosivi.". Infine il giornalista de L'Espresso conclude: "Se la posizione ufficiale di Matteoli e Brunetta resta un segreto del governo, Giorgia Meloni si è sbilanciata pubblicamente, in almeno un comizio, contro il commissariamento di Fondi. Anche per il giovane ministro, come si diceva nel '68, il personale è politico. Nicola Procaccini, che è il suo portavoce (nonchè fidanzato, stando al settimanale Panorama), è figlio di Maria Burani, ex parlamentare berlusconiana, e di Massimo Procaccini, ex giudice penale di Latina diventato avvocato. Tra i suoi clienti oggi spiccano grossisti del Mof come Vincenzo Garruzzo, arrestato per usura già l'anno scorso, nella prima retata contro la mafia a Fondi. Procaccini padre difende pure la moglie di Fazzone, a cui è intestata la villa di famiglia sequestrata perchè abusiva: il tribunale l'ha condannata a un anno (indultato) definendo illegale un condono ad personam varato dal comune."

postato da: kioshi alle ore 18:17 | link | commenti
categorie: mafia, calabria, ndrangheta, matteoli, ndrine, claudio metallo
giovedì, 20 agosto 2009

Un'estate leghista

Un' Estate leghista.



Siamo in agosto, Amantea, Campora e tutti i paesi di mare del basso tirreno cosentino, nonostante le difficoltà, vengono invase dai turisti. Molti vengono dalla Campania, alcuni dal Lazio e molti dal nord Italia. La palazzina dove abito ha alcuni appartamenti affittati. Ci sono dei campani, hanno un paio di macchine, ma mai hanno parcheggiato davanti al passo carrabile del mio garage. Purtroppo ho dovuto constatare che per due volte mi sono trovato a dover chiedere a delle persone, settentrionali,  di togliere la macchina e liberare il passaggio. Fortuna che li ho colti sul fatto se no avrebbero lasciato la macchina ed avrei dovuto cercarli a destra a manca per poter uscire dal garage. Mi sono domandato se avrebbero fatto la stessa cosa nelle loro rispettive città di provenienza. Purtroppo, non avrò risposta.



Il 13 agosto, sfortunatamente, sto guardando l'insulso TG5 delle ore 20 e becco un bel servizio dove si dice che nel meridione ci sono un sacco di persone che campano con false invalidità. Penso sia la scoperta dell'acqua calda e rifletto sul tempismo del servizio che va in onda nel momento in cui si parla di gabbie salariali o meglio di legare i salari ai territori(sic!). Nel servizio si mette in relazione la virtuosità delle regioni settentrionali per quanto riguarda lo stesso argomento.



Giovanni Manoccio, sindaco di Acquaformosa, paese arbereshe (italo-albanese), ha deciso di deleghistizzare il piccolo comune del cosentino. Con una delibera, votata all'unanimità dal consiglio comunale. Nell'atto comunale si legge tra l'altro che "Nel nostro paese non disinfettiamo i luoghi dove vivono gli immigrati: i nostri luoghi sono puliti naturalmente." oppure: " Nel nostro paese sono abolite le magliette con scritte offensive verso l'Islam: meglio essere nudi che cretini.".

Apriti cielo! Il sindaco è stato tacciato di cercare solo visibilità, d'insultare una forza politica che ha il 10% del consenso a livello nazionale. Dulcis in fundo, a Manoccio, è stato detto che deve pensare ai veri problemi della sua regione e non alle stupidaggini. La domanda sorge spontanea: E' per il bene del paese che un professore di Procida per insegnare a Bergamo deve saper dire "Pota"? E' per il bene del paese girare delle fiction in dialetto con i sottotitoli in italiano? Chiudere i kebabbari nelle città del nord è un problema che sta così a cuore agli italiani. Se la risposta è si: siamo un popolo di deficienti. Forse esagero non siamo tutti deficienti, magari solo il 10% per cento di noi.



In questa vampa d'agosto, sul Correre della Sera, l'esimio storico (sarà tra quel 10%?) Galli della Loggia, dà il via ad un dibattito sul leghismo, ospitando i pareri autorevoli di un ragazzino di quindici anni.



Insomma è meglio buttarla in caciara, come direbbe un turista romano, piuttosto che parlare del problema della nuova arrembante emigrazione dal Sud Italia al Nord alla ricerca di lavoro.

Tutto ciò per nascondere il vero progetto: la secessione, almeno a livello legislativo e de sordi, come direbbe il turista romano di cui sopra



Intanto il figlio di Bossi,  entra nella commissione di vigilanza dell' EXPO 2015 (tema tabù anche per il giornalismo d'inchiesta nostrano-tranne RaiNews-, che preferisce parlare solo delle regioni del Sud), non si sa bene a che titolo: forse per essere un' ignorante, bocciato tre volte all'esame di maturità. La Lega Nord di Mirano chiede di torturare i clandestini, tanto "E' legittima difesa". Il Corriere della Sera inorridisce e pubblica la richiesta di Veltroni (redivivo per promuovere il suo ultimo romanzo) di eliminare  da facebook il gruppo nato sotto questo slogan. Tra gli altri ne fanno parte Cota, Bossi senior e Bossi Junior. Chissà se Galli della Loggia scriverà un' accorato editoriale sulle leggi razziali? Tra l'altro il Corriere ha dimenticato che in questo slogan è racchiuso quello che Maroni ha solo qualche mese fa e cioè che bisogna essere cattivi con i clandestini.
postato da: kioshi alle ore 13:36 | link | commenti (2)
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martedì, 04 agosto 2009

Manifestazione No Ponte_8 agosto Messina

Manifestazione No pnte sullo stretto h18 Messina

 L’8 agosto per dire no all’ennesima “mucca da mungere”

 Stanno andando avanti, stanno costruendo il loro “Ponte” fatto di colate di cemento, speculazione, disprezzo per la democrazia. I cittadini che scenderanno in piazza l’8 agosto a Messina non si opporranno semplicemente ad una singola opera, ma ad una concezione sbagliata, ad un modello perverso. La manifestazione organizzata dalla “Rete No Ponte” è il frutto di un lungo percorso costruito negli anni che ora si arricchisce di una precisa richiesta, ri-orientare la spesa pubblica allontanandola da grandi opere inutili, dannose e non volute verso la riqualificazione del territorio, a cominciare dalla messa in sicurezza anti-sismica, ed infrastrutture di prossimità, come il traghettamento pubblico dello Stretto.

 Le adesioni di associazioni ambientaliste (WWF, Italia Nostra, Legambiente), quelle di partiti e soggetti politici (Sinistra e Libertà, Rifondazione comunista, Pdci, Plc, Bene Comune, Federazione anarchica siciliana, Unità comunista), sindacati (Rdb, Cub, Cobas, Orsanavigazione), centri sociali (Cartella, Zetalab, ExKarcere, Ask, Auro), reti territoriali (Coordinamento catanese No G8, Cordinamento ibleo per la difesa dalle nocività), comitati cittadini (Giovani e Messina, Energia messinese), un’infinità di piccole e grandi realtà, tantissimi cittadini e non da ultimo le numerose presentazioni sul territorio del libro “Ponte sullo Stretto e mucche da mungere” sono i segnali inequivocabili di una consapevolezza che non si è mai sopita. Numerosi pullman arriveranno da Palermo, Ragusa, Siracusa, Catania, Reggio Calabria e Cosenza.

 Nel corso degli anni si è  passati senza pudore dall’esaltazione del mercato e dell’iniziativa privata ad un interventismo statale degno dell’IRI, finalizzato però al trasferimento di denaro dalle tasche dei cittadini (quella parte di cittadinanza che paga le tasse) ad un ristretto circolo di contractors ben legati alla politica. Il Ponte come i rifiuti, l’acqua privatizzata come l’economia di guerra sono le “mucche da mungere” che arricchiscono pochi speculatori ed aumentano la distanza tra ricchi e poveri, spesso con metodi autoritari.

 Pietro Ciucci ha da pochi giorni aggiunto alla carica di presidente dell’Anas e della Società Stretto di Messina (di cui Anas è azionista con l’82%) l’incarico barocco di “Commissario Straordinario per il riavvio delle attività”, con il compito specifico di “rimuovere gli ostacoli” frapposti al Ponte. La formula è inquietante, anche perché più volte il governo ha minacciato “l’uso dell’esercito” contro quelle “minoranze” che oseranno opporsi all’avvio dei cantieri. Ma c’è anche l’aspetto economico, non meno preoccupante. In sessanta giorni, Ciucci dovrà “adeguare” i contratti stipulati con Impregilo (vincitrice di una gara dai contorni mai chiariti) e con “le società affidatarie dei servizi di controllo e verifica della progettazione definitiva ed esecutiva”.

 Pur non essendoci ancora un progetto definitivo, la società Stretto di Messina potrà  contare su un contributo di 1,3 miliardi di euro “in conto impianti”, ovvero soldi destinati all’acquisto di fattori produttivi “a lungo ciclo di utilizzo”. Soldi da spendere subito, e male. Secondo i ministri Matteoli e Tremonti, già alla fine dell’anno potranno essere avviati i “cantieri a terra”, cioè tutte quelle che opere pensate in vista del Ponte, ma altrettanto inutili e forse ancora più dannose del “mostro sullo Stretto”.

 Un delirio di svincoli, raddoppi, gallerie, varianti e viadotti che dovranno collegare il casello del Ponte alle strade ed alla ferrovia della città, e raddoppiare le corsie in previsione di un aumento del traffico che non ci sarà. Già da sole, le opere correlate trasformeranno l’area dello Stretto in un immenso cantiere per un tempo indefinito. Nessuno crede ai sette anni promessi da Ciucci, basta vedere l’esempio dell’ammodernamento della Salerno – Reggio Calabria, gestito da Anas ed in parte da Impregilo, avviato nel 1990, costato 17 volte di più, perennemente “infiltrato” da tutti i clan di camorra e ‘ndrangheta presenti lungo il tracciato.

 Intanto prosegue il “sacco edilizio” della città di Messina. E’ stato approvato il progetto per il Tirone, unico quartiere storico sopravvissuto al cataclisma del 1908. Un parcheggio sotterraneo da 1400 posti su 6 piani, l’ennesimo centro commerciale e tanti nuovi palazzi potrebbero eliminare l’ultimo residuo di centro storico. Le mura che hanno resistito alle scosse del grande terremoto rischiano cento anni dopo di crollare di fronte alla furia dei palazzinari e del partito del cemento.

Rete No Ponte


sabato, 04 luglio 2009

Effetti collaterali dei mancati investimenti.

Sulla strage di Viareggio.



E' più di un anno che mi accodo alle denunce scomode sulla sicurezza delle ferrovie italiane fatte da ferrovieri, macchinisti, pendolari e gente comune. In Fratelli di TAV, documentario sugli effetti collaterali dell'alta velocità, Sandro Targetti, ex ferroviere e sindacalista, dice con forza che in Italia si è smesso d'investire sulla manutenzione, e quindi sulla sicurezza ferroviaria, e si sono spostati quasi tutti gli investimenti sulle linea ad alta velocità. Targetti aggiunge: "Forse un passeggero che viaggia su una linea secondaria non ha il medesimo diritto alla sicurezza di chi viaggia sulla Firenze-Bologna?" e prosegue dicendo che se i soldi si spendono per le grandi opere e per i grandi interessi che ci stanno dietro non si spendono per comprare i locomotori, per comprare le vetture e per mettere i sistemi di sicurezza su tutte le linee, anche quelle più periferiche. Le stime sul costo del TAV, secondo Trenitalia, è di circa 48 miliardi di euro; secondo le nuove stime dell'ing. Ivan Cicconi, il costo sarebbe di più di 90 miliardi di euro. I vertici di F.S. hanno preferito minacciare Fratelli di TAV di querela, piuttosto che meditare su ciò che stavano facendo cioé sprecare denaro pubblico, mettendo a rischio la vita delle persone. Dante De Angelis, ferroviere, è stato licenziato per aver denunciato lo stato di abbandono e d'incontrollato degrado in cui versano le infrastrutture ferroviarie ed i treni che le percorrono. Mauro Moretti (a.d. Trenitalia) fa finta di niente e dà la colpa alle compagnie straniere che non rispettano gli standard di sicurezza italiani. Così come hanno fatto Bertolaso e Bocchino. Dal P.D.L., nelle prime ore dopo il disastro, qualcuno (Bertolaso e Bocchino compresi) ha cominciato a blaterare frasi sconnesse che riguardavano la scarsa sicurezza del trasporto su ferro del gas. "Forse - avranno pensato i due geni - potremmo rilanciare i rigassificatori". Qualcun'altro deve, poi, aver detto loro di stare zitti e che, trasportare il gas su rotaia, è probabilmente il modo più sicuro. In tutto questo, nessuno ha detto (tranne Il Manifesto) che il gas serviva all'azienda di famiglia del chiacchieratissimo sottosegretario Cosentino: non era per uso domestico, ma industriale. Non possiamo dare la colpa alla famiglia Cosentino, ma sarebbe interessante sapere quanto e se risparmiano a trasportare il gas con l'impresa colpevole, secondo i suoi colleghi di partito, del disastro. Come ha subito detto Schifani: è il momento del cordoglio che, in questo paese, significa: "Non rompete le palle con indagini, inchieste dall'alto o dal basso". Berlusconi dopo aver ballato tutta la mattina a Napoli con qualche sgallettata (un prova per un eventuale rimpasto di governo?) al premio per l'eccellenze napoletane, è stato contestato prima all'uscita del San Carlo e poi a Viareggio, ma ovviamente nessuno a messo in risalto la cosa, tranne Repubblica. In tutto questo marasma tra dolore, rabbia e contestazione, il ministro dei trasporti, Matteoli, dormiva. Lui, toscano, non ha sentito il bisogno di andare sul posto. E' di Cecina in provincia di Livorno, Viareggio è in provincia di Lucca non saranno pisani, però...

In parlamento ha parlato di fatalità, che è un pò quello che ho sentito dire per strada: "Le ferrovie sono malandate, però il carrello si poteva rompere in aperta campagna e non sarebbe successo nulla.". No, non è così! Non è una fatalità! Perché un treno merci con quattro vagoni pieni di gas, passava in mezzo ad una cittadina con 64000 abitanti? Che ci faceva là? Chi ha il coraggio di farsi avanti e dire: "Non ci sono altri binari.". Se anche fosse vero, sono stati costruiti tantissimi km di binari per il TAV e sono costati più di 32 milioni di euro a km. Perché non si è messa in sicurezza nessuna tratta merci con gli stessi soldi? L'attuale parco rotabile di F.S. non può neanche transitare su quei binari perché il voltaggio elettrico è diverso! Sono anni che i sindacati si sgolano, soprattutto Cobas ed ORSA. Moretti, in un'intervista a Repubblica del giorno dopo la strage, non li ha neanche definiti sindacati, dicendo che non rappresentano nessuno. Come si vede che non ha idea dell'azienda che dirige! Oppure è in malafede. Dovrebbe dimettersi (chissà poi chi ci metterà 'sto governo di arraffoni, qualcuno peggio si troverà) ed avrebbe dovuto dimettersi anche Matteoli, non fosse altro per un moto d'orgoglio, di dignità, ma forse chiedo troppo, in totale ci saranno solo una trentina di morti, che sarà mai in confronto al terremoto d'Abruzzo? Due brevi incisi: le ferrovie cominceranno la privatizzazione nel 2011, quindi mettere qualcuno più accondiscendente di Moretti potrebbe essere un vantaggio per gli acquirenti. I continui incidenti e ritardi non faranno alzare il prezzo di vendita, né stracciare le vesti ai tanti cittadini che avrebbero, magari, paura della privatizzazione. Moretti è uno degli autori della scomparsa del capostazione, in molte stazione medio-piccole: se non era per il capostazione di Viareggio che ha fermato due treni passeggeri che arrivavano in stazione, probabilmente staremo qui a parlare di qualcos'altro.



Claudio Metallo

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lunedì, 22 giugno 2009

Il Governo contro il Sud

Nell' aprile del 2008, all'età di 72 anni, Silvio Berlusconi ridiventa presidente del Consiglio. Vince le elezioni sull'onda della cattivissima pubblicità fatta dai media al governo Prodi, favorita dalla variegata composizione della coalizione che lo sosteneva. Si capisce subito che l'ennesimo governo del Papi sarà un governo antimeridionale. L'asse portante della coalizione è quello tra Bossi e Tremonti: due noti amici del Nord. Fini viene relegato al ruolo di presidente della camera, a fare il poliziotto buono, lasciando a quello cattivo il controllo del governo. L'impressione è, come direbbe Michael Corleone ne Il Padrino parte II, che siano due facce delle stessa ipocrisia.

Una delle prime operazione del governo è quella di abolire l'ICI. Per i soldi non c'è problema! Li hanno presi, ad esempio, dai finanziamenti dell'autostrada delle Serre calabresi che chissà quando si farà. Tanto 'sti terroni voteranno comunque per noi, lì si vota solo per clientela. Di seguito con la riforma (o meglio i tagli) Gelmini -Tremonti viene smantellata la scuola pubblica. Un baluardo già seriamente compromesso negli anni passati, ma che garantisce l'educazione ed i modelli chiave per il futuro di chi la frequenta. Ovviamente i soldi pubblici per le scuole dei preti si trovano, in questo caso non viene toccato quasi un euro. La Gelmini ha una fulgida carriera politica: arriva al ministero dell'istruzione dopo aver presieduto il consiglio comunale di Desenzano sul Garda. Non sa parlare italiano e neanche leggerlo, lo dimostra quando nel suo discorso alla camera, mentre legge quello che qualcuno gli ha scritto sulla 'sua' riforma, trasforma la parola ègida in egìda. L'emozione! In tutto questo tourbillon d'imbecillità, non poteva mancare la parola conciliante di Bossi, che disse che i porfessori del Sud devono andarsene dal Nord, perché sono degli ignoranti e creano problemi agli studenti padani. Poi abbiamo scoperto che il figlio di Bossi è stato bocciato per la terza volta all'esame di maturità. Come si dice a Roma (ladrona), forse gli rodeva un pò. L'Einstein padano seguirà, a quel che si dice, le orme del padre.  La mediocrità dell'uomo  e dello studente non è in discussione. Ritornando alla riforma Gelmini-Tremonti, contestatissima dal mondo della scuola e dell'università, essa si aggiunge al disastro del federalismo fiscale voluto, sempre, dalla Lega Nord che si abbatterà come una mannaia sul Meridione. In molti pensano che con il federalismo si dovrà stringere la cinghia e i politici locali saranno costretti ad imparare ad amministrare. Secondo me, i nostri politici con i quattro soldi che rimarranno continueranno a comprarsi voti e gente, aumentando la dipendenza della persona dalla politica. Inoltre è vergognoso che un paese di emigranti da Sud a Nord possa pensare ad una legge che fa mantenere, nelle casse delle regioni, le tasse pagate sul suo territorio. Gli emigranti già di per sé contribuiscono con il loro lavoro, pagando affitti vergognosi e da usurai, al benessere della regione che li accoglie, spesso male ed a pesci in faccia. Questo federalismo metterà in seria difficoltà la sanità pubblica, la scuola, l'università, la cultura e tutte le infrastrutture delle regioni meridionali. Pensiamo solo al fatto che le regioni devono pagare i trasporti regionali ad F.S.. Secondo L'Espresso la Calabria investe zero nel trasporto su ferro. In questo quadro, che si prospetta ancora più disastroso, vengono stanziati fondi per ingrassare Impregilo con la promessa dell'inizio della cantierizzazione del fantomatico ponte sullo stretto. Soldi dati all' impresa che più di tutte a contribuito ad arricchire la criminalità organizzata ed a devastare il territorio italiano con il TAV. Impregilo, sotto il nome di FIBE, è anche protagonista dell'affaire monnezza di Napoli. Infatti le ecoballe e gli inceneritori sono opera dei solerti imprenditori della cordata. Silvio arriva a Napoli e risolve il problema! Sfido chiunque ad andare nel capoluogo partenopeo e dire "però, ha risolto il problema!". Solo chi è in malafede o per convenineze personali può farlo. Comunque, nessun giornalista RAI o Mediaset s'è domandato: ma come mai, un business controllato dalla camorra, diventa un problema con Prodi e viene 'risolto' da Berlusconi? Mistero della fede. Tra un compleanno e l'altro, il premier e il fido Bertolaso, fanno aprire la discarica di Chiaiano: un'operazione vergognosa e senza precedenti. La cava dove va buttata la spazzatura (tutta mischiata, alla faccia della differenziata) è a due metri in verticale dall'ospedale Monaldi, che cura le malattia respiratorie ed i tumori. L'ospedale è stato costruito durante il fascismo, in mezzo al verde, per favorire la guarigione dei pazienti. Adesso coi miasmi della monnezza di sicuro la salute ne guadagnerà. Inoltre, la zona individuata per la discarica costituisce il polmone verde di ricarica ambientale della città di Napoli, che viene pressata dall'avanzare della provincia e dalla conseguente cementificazione. Era una gronda verde. Basta vedere una qualsiasi cartina di Napoli  per rendersene conto. Da ricordare che oltre al Monaldi, in zona discarica c'è anche il Cardarelli. Vorrei aggiungere che il problema dei rifiuti, nel mondo e non solo a Napoli, si risolve differenziando, riciclando e riducendo gli imballaggi, la plastica e qualsiasi altro materiale inutile o non indispensabile che usiamo nella nostra vita quotidiana. Dopo più di un decennio di amministrazione di centrosinistra, in Campania comincia ad esserci qualche crepa ed il centrodestra, guidato da un personaggio molto, molto, molto chiacchierato è riuscito a conquistare la provincia di Napoli per demeriti degli avversari. Il quadro edificante si chiude con la proposta di modifica del 41 bis del ministro Alfano, che ci sta facendo rimpiangere il caro vecchio Mastella. La modifica prevede di far diventare il 41 bis un provvedimento che si può affibbiare una volta sola senza bisogno di farne continua richiesta. D'ora in poi, gli uomini di giustizia non faranno continua richiesta del rinnovo del provvedimento. In realtà, in questo modo sarà molto più facile chiederne il ritiro da parte dell'avvocato del mafioso di turno. Basta fare il ricorso e se un giudice è distratto, spaventato o corrotto, il carcere duro salta per sempre. Prima, invece, il provvedimento si doveva rinnovare dopo qualche mese, in modo che l'avvocato era quasi impossibilitato a compiere le varie procedure per chiederne l'annullamento. Odio il carcere e mi sembra più che un luogo di risocializzazione o rieducazione (termini di staliniana memoria), un luogo dove lo Stato si vendica di chi non ha seguito le sue regole, però un mafioso è un mafioso e non è uno che ha rubato per fame o fumato due canne. Il Sud è usato come merce di scambio. Anche nella squallida vicenda di Casoria, come in quella dell'indagine della procura di Bari, c'è qualcosa che ricorda i momenti più bui della storia dell'uomo, roba da Medioevo, per intenderci: questo Sud dove si mandano a governare viceré(vedi Lombardo) e mafiosi, dove si procacciano giovani vergini per il sollazzo del capo. La mia domanda, quella che da un pò circola su Cultura Calabrese è: i parlamentarti meridionali che sono stati nominati da Papi (anche loro lo chiameranno così?) e poi eletti nel PDL, cosa fanno? Mentre succedono queste cose, che pensano? Dormono tranquilli? Con quale faccia i candidati del PDL si presentano per amministrare regioni, città, province e paesi del Sud? Soprattutto con quale faccia la gente li vota?



Claudio Metallo da Cultura Calabrese
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domenica, 21 giugno 2009

FDT vince il Sila Festival

Sono felice di comunicare che il documentario co-prodotto da Teleimmagini (http://www.autistici.org/teleimmagini) FRATELLI DI TAV  - effetti collaterali del treno ad alta velocità, ha vinto il Lupo d'oro come miglior film per le tematiche ecoambientali al Sila Festival.



Dopo le minacce di querela da parte di F.S. siamo contenti di aver ricevuto questo riconoscimento della buona qualità del nostro lavoro!



info FDT vs F.S.:

http://fratelliditav.noblogs.org/post/2009/03/28/fdt-sotto-attacco-delle-f.s.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/300409-teleimmagini-contro-la-tav/



potete acquistare una copia del DVD dal sito di Malastada Film:

http://tinyurl.com/fratelliditav
sabato, 23 maggio 2009

Le Ferrovie dello Stato e Mauro Moretti penalizzano la Calabria.



Continua lo smantellamento della rete ferroviaria in Calabria ed in Sicilia (quest'ultima non ha mai avuto dei collegamenti degni di questo nome). E' un tema che trattiamo spesso, ma probabilmente dopo le minacce degli avvocati di Ferrovie per Fratelli di TAV, mi sono un pò incarognito! Mauro Moretti (a.d. di Trenitalia), secondo La Gazzetta del Sud del 15 maggio 2009, punta ad eliminare entro il 2011 tutti i collegamenti notturni per Calabria e Sicilia. Mentre infuria la campagna elettorale per le provinciali di Cosenza e le Europee, veniamo a sapere queste notizie dalla Gazzetta e non dai nostri candidati. Ovviamente, nessuno può aspettarsi dalle Ferrovie una comunicazione chiara e netta sulla questione, visto che il sito viene usato solo per pubblicizzare le attività del gruppo che appaiono tutte straordinarie.

Moretti non ha nessuna intenzione di fare chiarezza su quale sarà il futuro del trasporto ferroviario al Sud. Non penso possa essere sufficiente un Eurostar Fast per risolvere il problema della mobilità e garantirne il diritto. Inoltre, è tradizione non avvertire i passeggeri che si svegliano un giorno convinti che c'è un treno che li porterà a lavoro, a casa o in vacanza ed in stazione trovano la sorpresa della soppressione dello stesso. In questa campagna elettorale nessun politico calabrese si è messo in mostra per aver difeso le ferrovie regionali. Ad Amantea, c'è una stazione appena ristrutturata. Peccato che sia difficile avere anche una semplice informazione, comprare il biglietto (siamo costretti, quindi, a pagare il diritto di agenzia nei punti vendita autorizzati), nonché prendere un treno nell' orario previsto. Mi chiedo: cosa fanno questi politicanti (per alcuni è difficile anche mettere in fila due parole in italiano) durante l'anno? Spuntano fuori solo alle scadenze elettorali! Dov'erano quando 1500 sbirri in assetto antisommossa hanno sgomberato 500 invalidi dall' Istituo Papa Giovanni di Serra D'Aiello, senza neanche avvertire i parenti, in una straordinaria operazione di polizia che ha ricordato quella della scuola Diaz, per fortuna solo nella stupidità e nella violenza morale e non in quella fisica. Dov'erano i candidati alla provincia? Ed i candidati alle Europee? Chi lo sa, batta un colpo, possibilmente senza retorica da quattro soldi. Nessuno parla di trasporto pubblico. Probabilmente, se avessi anch'io un paio di portaborse (per usare un termine meno volgare del più appropriato "leccapiedi"), non mi preoccuperei. Visto che non è così, sono costretto a viaggiare con tante altre persone che subiscono gli stessi disservizi. Per di più Ferrovie cerca pure di querelarmi! Il mio attacco ai politici non è qualunquismo. Capisco che in questi anni il voto è uno strumento in più contro il Re Mida all'incontrario che ci governa, cioè Berlusconi. Penso che chi fa politica tutto l'anno non ha bisogno di trovare legittimazione andando a votare. Inoltre il voto delle persone oneste è una goccia minuscola nel mare, in posti dove si vota solo per clientela. Il 7 maggio è arrivato in senato il ddl 1195 "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia". Come succede sempre con questo governo, in questo ddl c'è stato infilato di tutto. Due parlamentari di Berlusconi (proprio di sua proprietà, come gli altri), Cursi e Vetrella, hanno inserito una serie di emendamenti che, di fatto, salvaguardano il monopolio di FS. Senza dilungarmi troppo, in due parole: gli emendamenti prevedono che FS/Trenitalia deciderà quale prezzo far pagare all'impresa che vorrà acquistare il diritto di far viaggiare i suoi treni sulle linee regionali o nazionali. Personalmente, sono contrario alle privatizzazioni e tra l'altro, l'esperienza di apertura ai privati delle ferrovie inglesi dovrebbe essere d'insegnamento: si sono trasformate in qualcosa di estremamente inefficiente e pericoloso per i passeggeri e per i lavoratori. Questo processo d'involuzione è già cominciato anche in Italia, ad esempio con lo "spezzettamento". Qualcuno si domanderà "Allora sarai felice di questa cosa!". In linea di principio si, ma il problema vero è un altro: Moretti si lamenta in continuazione che i treni regionali ed interregionali fanno schifo perché le regioni non danno abbastanza soldi e il nostro povero amministratore non sa come farli funzionare. Visto che il traffico regionale ed interregionale è quello dei pendolari, quindi quello maggioritario, è un problema serio! Quindi se uno non è in gradi di far funzionare questo servizio o si dimette e va a casa o, nel libero mercato, vende quelle tratte. Pare ci siano due società, una tedesca ed una francese che vorrebbero acquistare le linee ferroviarie regionali calabresi. Se esistono davvero, queste due società, si ritireranno appena passa questo ddl. Si sa, Moretti è un ex sindacalista, quindi (secondo questo governo) un pericoloso insurrezzionalista, ma come mai nessun liberale si è lamentato?



Claudio Metallo da Cultura Calabrese



http://autistici.org/teleimmagini
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